Cari Contro-Lettori,
l’analisi del fresco novantenne on. Antonio Potenza (di cui leggete l’intervista a pagina 6) è lucida: «Quando sta per maturare qualche cosa, questa regione “scoppia” sempre, scoppia Matera, scoppia tutto». Difficile non leggere in questa frase un riferimento a quanto successo in settimana, alla Regione, a seguito degli scazzi vari dovuti alle imminenti elezioni materane. In ogni caso, la chiave di lettura sembra legata alla conclamata “autoimmunità” della politica lucana, una macchina abnorme capace cioè di divorare persino se stessa, e di paralizzare un sistema, magari anche solo per qualche giorno, se le dinamiche partitiche e di bottega lo richiedono. D’altronde, chi ha il vezzo di frequentare i consigli regionali (quando non sono rinviati per l’assenza, più o meno giustificata, di qualcuno), sa bene che -per esempio nel caso delle frequenti “nomine”- ci vuole poco a far saltare banco e seduta. Ma così è, se vi pare, viviamo in un mondo che non abbiamo inventato noi, dice il saggio, ed è così, ma è pur vero che, da qualche anno a questa parte, il Lucano si è poco impegnato per cambiare il suo “Mondo piccolo”, per citare le opere di Giovannino Guareschi. E, certo, oggi fa più che mai tenerezza, una tenerezza dolorosa, rivedere in tv quei film con Don Camillo e Peppone, che se le davano per questioni attinenti al Campanile o alla Casa del Popolo, ma soprattutto alla “fede” di entrambi. Altri tempi, per non dire altre ere geologiche.
E chissà, ancora, se in un suo film, il Nanni Moretti di oggi, fattosi un giro dalle nostre parti, prenderebbe ancora per il collo l’avventore del bar che lamenta che “ormai sono tutti uguali”. “Non siamo in un film di Alberto Sordi!” gli urlava il baffuto regista/attore, nell’episodio citato, mentre prendeva per il collo il cliente “qualunquista”.
Il fatto è che qui in Basilicata siamo andati ben oltre Sordi, e da un pezzo: siamo in un film di Stanlio e Ollio.
“Il Grande Botto”. Ma ovviamente è solo rumore (per nulla).
Walter De Stradis