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Cari Contro-Lettori,

il corpo è steso lì, riverso sulle basole di una piazza di paese (ma potrebbe trattarsi anche di una città). Il viso è esangue, negli occhi, un’espressione di rassegnazione: la vittima conosceva il suo assassino.

Poirot, non senza sforzo (considerata la pancia prominente), si piega per osservare meglio. Rimugina qualcosa, mentre si liscia i baffi impomatati. A un tratto si raddrizza, con un dito si gratta nella scriminatura dei capelli (impomatati anch’essi), mentre dietro di lui il tenente Colombo scrive qualcosa sul suo minuscolo blocchetto di appunti (che contiene anche la lista della spesa, stilatagli dalla moglie). Il poliziotto rimette in tasca il notes e si accende il suo consueto sigaro verde puzzolente, si guarda intorno, cerca con lo sguardo obliquo qualcuno a cui chiedere qualcosa, ma la piazza è vuota. Un Tricolore sventola su un qualche edificio istituzionale poco distante, mentre il collega tenente Sheridan, in una pausa tra un Carosello e l’altro, invita gli altri due a girare il cadavere del lucano morto. I tre detective si rendono conto, in questo modo, che il giovane è stato pugnalato alla schiena, poco sopra lo zaino robusto che -evidentemente- era stato preparato per un lungo viaggio (della speranza?). A quel punto, Poirot, piccato un tantino dal suggerimento ricevuto, indica le tasche gonfie dei jeans della vittima, e con garbo prega i due tenenti di spremere meglio le loro “celluline grigie”. Colombo, alza la mano col sigaro tra le dita, come per chiedere scusa e abbozza un sorriso, si sposta il ciuffo dei capelli scarmigliati e raccoglie dalle tasche del giovane deceduto alcuni strani foglietti rettangolari. Lui, che è di origini italiane, li riconosce subito. Sono “santini” elettorali, spiega. Eh, sì, conferma Sheridan, che di “pubblicità” ne ha fatta tanta. E' la “firma” dell’assassino, sentenzia Poirot, sbagliando gli accenti, da buon belga in trasferta.

Allora è vero, il lucano conosceva il suo carnefice. Lo sguardo dei tre detective si volge, quasi in sincrono, verso quel palazzo istituzionale. La politica ha colpito ancora, sanciscono in coro.

Ma, naturalmente, questa è solo l’ennesima fiction “gialla” girata dalle nostre parti.

Oppure no?

Walter De Stradis